CONDONO ALLA ROVESCIA
Amelia non ha il mare. Amelia è un piccolo ma orgoglioso Comune di 11.833 anime in provincia di Terni.
Non avendo il mare non ha il porto, mega-yatch e non ha neppure Eliporti o Circoli Ippici. Anche di Ferrari se ne vedono poche. Allora l'Amministrazione fiscale del Comune ha pensato bene di cominciare, umilmente, dal basso, dalla terra, andando alla ricerca dei terreni e degli immobili di proprietà che esistono ma che sono stati sempre celati all'Ufficio ICI, lì al secondo piano del Comune. Per pianificare meglio il tutto, ha previsto un piccolo incentivo ai tre dipendenti comunali (il 2%) in relazione a quanto incassato. Il risultato è stato che solo nel 2009 (Giornale dell'Umbria 14 novembre 2010) sono stati accertati tributi ICI per 250.000 euro e di questi il 40% - 100.000 euro – sono stati già incassati dal Comune. La politica di lotta all'evasione ICI è cominciata nel 1997 e si calcola che dal 2001 ad oggi siano state recuperate tasse per oltre un milione di euro. Si badi bene si sta parlando solo di ICI e si sta parlando, con tutto il rispetto, di Amelia. Effettivamente il Comune di Amelia ha messo in campo una poderosa Task–Force. Nel settore Entrate sono operativi ben tre impiegati di cui uno part-time ed un altro che deve occuparsi anche di patrimonio. Il compito era ed è quello di censire e scovare case, immobili, terreni di proprietà nell'hinterland che semplicemente non esistono, non sono mai stati dichiarati e quindi non pagano le tasse. Ha pensato bene, il Comune, di dare uno stimolo ai dipendenti comunali, tanto per renderli partecipi delle scoperte evasioni ed i risultati sono ottimi.
Amelia non è il solo Comune interessato a questa politica.
A Capalbio ad esempio, oltre a ciò, si va anche alla ricerca di chi ha dichiarato l'immobile quale prima casa (esente ICI), abitandolo solo nei week-end. (il Tirreno 29 settembre 2010). Così come a Jesi od a San Giuliano Terme dove, in mancanza di personale, hanno dovuto pubblicare un bando di prestazione occasionale per attività finalizzate al recupero dell'ICI. Ma tralasciamo per un attimo i problemi e le soluzioni adottate a livello comunale e trasferiamoci in sede Nazionale.
Ed a livello Nazionale ci ha pensato l'Agenzia del Territorio con la normativa relativa alla regolarizzazione dei fabbricati indicati nei commi 8 e 9 dell'articolo 19 del DL 78/2010, a cercare di mettere un po' di ordine. Recentemente rispolverata e ormai prossima alla scadenza del termine del 31 dicembre dopo l'ultimo, ennesimo rinvio, non sembra però aver riscosso un grande appeal presso la platea dei possibili utilizzatori, se è vero che la percentuale di adesione non arriva alle due cifre.
La normativa ha per oggetto, come è noto, due tipologie di evasioni. La prima è quella dei fabbricati che insistono su terreni censiti al catasto terreni, ma mai iscritti in quello fabbricati. E la seconda, minore, è quella dei fabbricati censiti al catasto, ma che hanno subito variazioni nella consistenza. L'adesione a questa sorta di mini condono è stata minima a trascurabile, per la semplicissima ragione che si tratta di un condono alla rovescia. È un condono alla rovescia perché il contribuente che vuole sanare la sua situazione immobiliare non ha nessuna certezza del buon esito dell'iter; il perfezionamento della pratica non dipende solo dall'aver correttamente osservato il dettato della normativa in sanatoria, ma anche e soprattutto dall'assenso del Comune ove insiste l'immobile. Infatti dopo l'accatastamento e quindi dopo il pagamento di geometra, planimetrie, misurazioni, dopo il pagamento della sanzione, la sua auto-denuncia verrà trasmessa dall'Agenzia del Territorio al Comune interessato, per i dovuti controlli di conformità urbanistica. Detta in parole povere per ottenere la sanatoria potrebbe non bastare aderire alla stessa, poiché senza una piena legittimazione edilizia ed urbanistica da parte del Comune, l'edificio "sanato" andrebbe comunque abbattuto.
Io, nella mia breve esperienza in campo Tributario, di Condoni ne ho visti tanti dal 1980 in poi, ma mai mi era capitato un Condono alla rovescia in cui prima paghi e poi ti dicono se va bene. Ma non solo. Paghi all'Erario e il benestare te lo dà il Comune. È chiaro quindi perché l'adesione sia stata minima. Logica vorrebbe che detto attestato di conformità, detta legittimazione edilizia sia accertata dai Comuni prima dell'inizio dell'iter della sanatoria. Ma tant'è. Certo l'evasione fiscale, perché di evasione fiscale stiamo parlando in quanto detti immobili non pagano né tasse né imposte, va combattuta in mille modi, non solo col metodo del Redditometro, ma forse certi meccanismi andrebbero migliorati. E qui ritorno all'esempio iniziale dei piccoli Comuni che si fanno in quattro per raccogliere gratificanti frutti in termini di lotta all'evasione.
Il prossimo 3 dicembre si terrà a Bologna un Convegno sulla "Cooperazione Internazionale in Materia Fiscale tra scambio di informazioni". E quindi si parlerà, tra l'altro, di scambio di informazioni in materia di accertamento sui recenti accordi circa la riscossione, sempre in materia di evasione fiscale, tra Paesi vicini. Mi era venuto in mente di invitare uno degli impiegati del Comune di Amelia, magari quello part-time. Chissà. Avrebbe imparato qualcosa circa l'utilizzo dei dati finanziari per finalità di law enforcement finalizzato allo scambio di informazioni con i paesi vicini. E allora, davvero, non ci sarebbe stato scampo neanche per i casali con piscina confinanti con Terni.
Avv. Maurizio Branco
Camera degli Avvocati Tributaristi di Roma
Commissione di Diritto Tributario del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma

